Berlusconi ha tratto il dado:
“Se la turpe Cassazione
mi condanna, giuro, vado
per mia scelta là in prigione.
Dritto in piedi sempre cado,
non gli do soddisfazione,
non mi fermo in mezzo al guado.
(poi, magari, un’evasione…)
Non andrò ai domiciliari
o a pulir culi ai vecchietti.
Sarò della Liberté
Protomartire e agli altari
saliranno la Minetti,
la Carfagna e Santanché
per cambiarmi l’acqua e i fiori.
Le mie turgide vestali
per sopire i loro ardori
alla notte lungo i viali
venderanno ai miei cultori
i miei detti proverbiali
mentre Ruby Bubacuori
piazzerà reliquie anali.
Scriverò le mie memorie
con il sangue e la pipì,
Gramsci e Pellico al confronto
sembreranno delle scorie.
Santo subito! Ma chi?!
Per Astana sono pronto!”
Jena Gamuna

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