Scriveva il padre Dante / di Taide la puttana, poi c’era Messalina / signora un po’ corrotta che il volgo un po’ insolente / chiamava anche mignotta perché senza pensarci / calava la sottana.
C’è chi lo fa per gioco / nel fine settimana. C’è chi la dà a noleggio / per via della pagnotta. C’è chi quando s’annoia / vuol l’uomo che la fotta. Non c’entra mai l’amore, / se mai c’entra la grana.
Al mondo sono tante / che non le puoi contare e restan spesso incinte / e ognuna ha più di un figlio tant’è che per l’insulto / ti trovi in imbarazzo.
Adesso io vi chiedo / non senza titubare: il nostro Mario Monti / è madre oppure figlio quando prospetta a Alfano, / per dopo, l’inciuciazzo?
RispondiEliminaAddio Monti, viva le pianure!
Son stato un amante sincero
dei monti già fin da bambino:
salire con spirito alpino,
il cuore sentendo leggero.
Ma poi, non ne faccio mistero,
via via procedeva il cammino
l'infame, beffardo destino
s'è messo traverso al sentiero.
Fu Giulio Tremonti dapprima
che già mi fe' storcere il naso,
cercando conforto nei fiaschi.
Poi Mario, dei Monti la cima,
maestro nel doppio travaso.
E mo' pure il Monte dei Paschi!
RispondiEliminaMonti: tutte le sere sotto quel fanal…
Scriveva il padre Dante / di Taide la puttana,
poi c’era Messalina / signora un po’ corrotta
che il volgo un po’ insolente / chiamava anche mignotta
perché senza pensarci / calava la sottana.
C’è chi lo fa per gioco / nel fine settimana.
C’è chi la dà a noleggio / per via della pagnotta.
C’è chi quando s’annoia / vuol l’uomo che la fotta.
Non c’entra mai l’amore, / se mai c’entra la grana.
Al mondo sono tante / che non le puoi contare
e restan spesso incinte / e ognuna ha più di un figlio
tant’è che per l’insulto / ti trovi in imbarazzo.
Adesso io vi chiedo / non senza titubare:
il nostro Mario Monti / è madre oppure figlio
quando prospetta a Alfano, / per dopo, l’inciuciazzo?