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martedì 3 luglio 2012
domenica 25 settembre 2011
Altri Sette Haiku per la Gelmini e i suoi Tunnel Segreti.
Ecco a voi altri 7 HAIKU sulla Gelmini e i suoi tunnel segreti. Nel caso vi sia persi la prima parte, vi piazzo il link per gli haiku di ieri.
venerdì 18 marzo 2011
Mariastellae Meae Laudes
Mariastellae meae laudes.
Qui canterò con novella baldanza
quella valletta d’antica speranza
che della scuola fe’ trista mattanza
Vizza ninfetta senza cedimento
che a Brescia arraffo' un ghiottissimo cento
e Reggio la fe' avvocato in un momento
Passati gli anni per fica di legno
Intanto ha falciato gia' mezzo sostegno
e ora non paga va dritta al mio assegno.
Brutto mestiere, quadrare i conti
Lesta lei chiede consiglio a Tremonti
e i suoi programmi son gia' belli e pronti
"Gli atenei son fondazioni
le comanda chi ha i milioni
Tutti gli altri son minchioni!"
Così la ricerca paga lo scotto
E per non finire stecchiti di sotto
Si compra il biglietto e si fa fagotto
O piscina di ignoranza
tu delizia dei sottopanza
ti si porti un’ambulanza!
Che per far di necessità virtù
perché Silvio non ci caschi più
gli hai tolto Giochi e Gioventù
“No non son queste le educatrici
che hanno creato gli stipendifici
vattene altrove coi tuoi sacrifici!”
Replica Silvio,” una donna indegna
è chi lavora e rimane pregna,
peggio se ha una famiglia e insegna"
Così per dare una bella lezione
a quelle che sfruttano la gestazione
Ti sei fatta pipare e sfoggi il pancione
Fra tate e inservienti tu fai vita bella
tu detergi-intelletti, tragica bidella
serva dei servi, Mariastella!
Franklin Delano Impellenza
domenica 27 febbraio 2011
Silvio e la Pubblica Educazione, un'allocuzione
Amici della rete, avete udito?
Oggi, alle cattoliche famiglie,
il grande Silvio ha detto preoccupato:
“Chi va alla scuola pubblica poi raglia,
colpa dei comunisti e dello stato!
Se avete figli, e soprattutto figlie,
a tali orrori voi ponete il veto,
il vostro Presidente vi consiglia:
sempre privato, e deprivar del voto
è il nostro motto, è la nostra Itaglia”.
Dal podio religioso li ha esortati:
“Conosco un istituto la cui soglia
non varca lo studente senza voglia:
vi insegnano docenti preparati,
pensate, la Gelmini han rimandato
perché in oral non era troppo sveglia:
il manico leccava e non la teglia,
nel refettorio poi ch'avea mangiato.
Ma del suo gran talento erano prove
che io, gran pedagogo, ho valutato,
non mai meno di sei e più di nove (69).
Lì anche la Brambilla ci studiava,
e i voti che pigliava, e quanto prese!
Ché nel pigliar nessuno la batteva,
tanto che le battone del paese
le davano la caccia per difesa
sicché i cacciati poi sempre difese.
Ma vengo (mi è consueto...) a dirvi
delle materie e dei docenti insigni
che all'Istituto San Martin de' Servi
alta virtute insegnano ai più degni:
le lingue tutte docet Capezzone,
ch'egli è sapiente a menadito
nel'arte di chi lecca il suo padrone;
v'è poi Ciccchitto, professor del peto
parlamentare, e pure di trombone.
La Russa insegna l'arte militare
di stare con Gheddafi, e poi scappare;
Brunetta infine, splendido docente,
ma alle lezioni quasi mai presente.
Altro che Rubbia, Rodotà o Messori!
Bungologia, con grandi professori!
Dopo ciò detto, potrei continuare,
ma chiedo venia, amici della Chiesa:
mi chiama la missione d'educare
una fanciulla ancor rimasta illesa”.
E sì com' è venuto se n'è andato,
il Grande Educatore dello Stato.
SM
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